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Camera di Commercio di Massa-Carrara
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CAMERA DI COMMERCIO DI MASSA-CARRARA

Indirizzo:
Piazza 2 Giugno n.16
54033 Carrara (MS)

Telefono:0585/7641
Fax:0585/776515

PEC:
cciaa.massacarrara@ms.legalmail.camcom.it

INFO:
info@ms.camcom.it
 
Orari:
da lunedì a venerdì (8.30 - 12.15);
martedì e giovedì anche (15.00 - 16.00)
 

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PMI: EXPLOIT DEI CONTRATTI DI RETE MA PROVINCIA E' ULTIMI POSTI IN ITALIA (E TOSCANA), ESTERO ED INNOVAZIONI SPINTE AGGREGAZIONE

 

La platea di imprese coinvolte è ancora molto piccola rispetto all'esercito di pmi apuo lunigianesi ma il segnale è incoraggiante ed interessante nonostante la provincia sia in netto ritardo.
Nel corso del 2016 sono già 25 le imprese che, attraverso il contrattodi rete, hanno iniziato a collaborare ed unire le forze per crescere, svilupparsi, aggredire nuovi mercati ed innovarsi. Il 65% in più rispetto ad un anno prima quando erano appena dieci.
A certificarlo è la Camera di Commercio di Massa-Carrara attraverso l'aggiornamento dello studio dell'Istituto di Studi e Ricerche dedicato proprio ai contratti di rete. Secondo lo studio dell'ente camerale, la provincia di Massa-Carrara si trova attualmente al 114esimo posto in Italia (ultimo posto in Toscana), davanti a province prevalentemente meridionali, per numero di imprese retiste ogni1.000 totali con un tasso pari all'1,1. La fotografia regionale è però più confortante con la Toscana al secondo posto su scala nazionale con 1.544 imprese coinvolte ed un tasso pari al 3,4 (fonte Unioncamere e InfoCamere).
Tra i settori più sensibili ed attenti ai contrattidi rete a livello territoriale ci sono l'agricoltura con 9 imprese coinvolte, la manifattura con 6 e le costruzioni con 3.
"Siamo di fronte - analizza Dino Sodini, Presidente dell'ente camerale - ad un gap strutturale e storico delle nostre imprese molte delle quali, nonostante gli sforzi, non conoscono lo strumento dei contratti di rete o li osservano ancora con molta diffidenza. L'istinto a fare rete, a mettersi insieme, è purtroppo un elemento di grande fragilità. In tempo di crisi, così come quelle che stiamo vivendo, la tendenza dovrebbe essere quella all'aggregazione. Fino ad oggi ha prevalso uno spirito individualistico. Le nuove frontiere dei mercati, sempre più lontani e competitivi, impongono alleanze e collaborazioni orizzontali. Il 90% delle imprese della nostra provincia è di piccole dimensioni: l'aggregazione è un processo inevitabile oltre che un vantaggio in termini di opportunità e di economie di scala e di scopo".

La Camera di Commercio ha inserito, ormai da anni, all'interno dei suoi studi, le reti di impresa tra gli elementi di analisi. Lo studio ha rilevato che il 67,2% delle imprese non ha in essere nessuna forma di collaborazione, solo l'11% ha dato vita a reti formalizzate, di queste solo l'8,3% sono strutturate (81% fa parte di un consorzio), il 2,8% sono invece occasionali. Il settore con il più alto di impronta sinergica sono il lapideo e la metalmeccanica (45%) ma l'80% sono reti non formalizzate. In pratica le aziende collaborano senza nessuna forma di contratto. Le aziende in rete sono più grandi anche in termini occupazionali con una media di 22,4 addetti mentre quelle non in rete di 5,5 unità. E' interessante inoltre analizzare il profilo dell'imprenditore. Mediamente chi ha un'attività in rete ha un'età più giovane di oltre un anno e mezzo di chi è fuori dalla rete - 53,5 anni contro 55 anni - ed un livello di scolarizzazione decisamente migliore: quasi 2 imprenditori su 3 hanno un diploma e oltre un quarto la laurea contro il 53% dei diplomati e solo il 7% dei laureati di soggetti-imprenditori titolari di impresa non in rete.
E' altrettanto interessante analizzare le motivazioni che portano gli imprenditori a consorziarsi o alla stipula di un contratto di rete: il 35% si aggrega per promuoversi all'estero, il 29% per finalità produttive, il 18% per acquisti collettivi di macchinari e servizi. Le reti, almeno nel caso apuano, sono stimolate dai piccoli imprenditori e sono formate al massimo da 19 imprese. Il dato da cui prendere ispirazione è quello legato ai fatturati: le imprese che si sono aggregate o hanno in qualche forma collaborato hanno aumentato il proprio fatturato del 4,7% a fronte di un calo dell'impresa non in rete del 12,6%.
"L'aggregazione - analizza ancora Sodini - produce benefici anche in termini di occupazione con incrementi del 4,5% e di incremento della clientela con un confortante 1,4% in più. Le imprese che hanno fatto rete hanno saputo reagire meglio alla crisi e hanno prodotto performance economiche migliori.E' un dato oggettivo". Un tema, quello delle reti, sostenuto e finanziato dal Ministero dello Sviluppo che, attraverso un bando specifico, tende a finanziare le aggregazioni di imprese artigiane finalizzate allo sviluppo delle tecnologie digitali. "Ci stiamo aprendo all'epoca dell'industria 4.0 - conclude Sodini -,in pratica una nuova rivoluzione: le imprese che non sapranno adattarsi, reinventarsi anche in termini strutturali e di approccio sono destinate a soffrire di più e a rischi maggiori. Il futuro, per le piccole imprese, sono le reti".