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Camera di Commercio di Massa-Carrara

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La Lunigiana è sempre più meta del turismo internazionale. Lo dicono i dati dell'indagine condotta dall'Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa-Carrara che rivelano un sensibile aumento degli stranieri in agriturismi, B&B e case vacanza della provincia apuana negli ultimi anni. Le percentuali sono inedite e parlano chiaro: il tasso estero nel turismo rurale in Lunigiana, per il 2014, ha superato il 60% (+4,1%) rispetto al 2012. Più di un ospite su due, insomma, arriva da fuori. E se le presenze italiane sono in pesante contrazione, compensano gli arrivi dagli altri paesi, inequivocabile segnale che la Lunigiana esercita un'attrazione sempre maggiore su chi parla un'altra lingua. Merito anche dell'alta qualità delle strutture apuane: su un totale di 91 agriturismi (949 posti letto), la metà, 45, hanno tre spighe, il massimo ammesso nella classificazione di settore. Tradotto: i B&B "stellati" conquistano gli stranieri e lanciano la Lunigiana nell'orbita del turismo internazionale. "Lo sviluppo degli agriturismi, che garantiscono assieme alla funzione agricola quella di servizio di accoglienza e che risale ai primi anni novanta, - commenta Vincenzo Tongiani, Presidente Isr - rappresenta una componente essenziale del turismo rurale che ha permesso alla Lunigiana di guadagnare posizioni soprattutto nei confronti dei turisti stranieri sempre di più affascinati dall'offerta ambientale ma sempre più anche culturale". Il 2014, secondo l'ultimo rapporto economia, ha certificato questo trend: 1 turista straniero su 2 sceglie di pernottare in agriturismo tra le soluzioni extralberghiere di cui rappresentano il 30% dell'offerta complessiva. Il 95% si trova naturalmente in Lunigiana dove la parte maggioritaria è ubicata nei comuni di Pontremoli e Fivizzano, ognuno con 15 agriturismi. Seguono con 9 Fosdinovo, 8 Licciana Nardi e 7 Mulazzo.

2014 non positivo ma prima parte 2015 incoraggiante. Dopo anni di crescita, il 2014 è stato un anno complicato con un calo degli arrivi del 14,4%. Incoraggianti primi sei mesi dell'anno. Lo certifica l'ultimo rapporto dell'Isr presentato alcune settimane fa a Palazzo Binelli. Complessivamente gli arrivi tra alberghiero ed extralberghiero nel 2014, sono stati 6.769 (4.000 italiani), 21mila le presenze complessive. Se gli agriturismi, quest'anno non sono andati benissimo, "il dato complessivo è assolutamente confortante; - anticipa Dino Sodini, Presidente dell'Ente Camerale - la crisi non è alle spalle, ma dopo anni di discesa, gli indicatori ci dicono che stiamo risalendo". Il numero dei pernottamenti è stato superiore al 2013 di quasi 50mila unità (+4,4%), saldo accompagnato da un più contenuto +2,5% per il numero dei viaggiatori. Significativo il contributo alla crescita fornito dalla componente alberghiera, con un aumento di 5,7%, quota che sale al +8,4% per la sola componente italiana della domanda. I rialzi più convinti premiano le strutture di qualità.

Turisti, da dove arrivano? Per le origini del turista notiamo che, negli agriturismi, i tedeschi tornano a crescere in maniera evidente (+5%), anche gli svizzeri mostrano bilanci in forte ascesa nella componente agrituristica (+40%), nonostante diminuiscano nel complesso le presenze turistiche. Duplicano la loro presenza negli agriturismi apuani anche gli inglesi (+87%). Non da meno i turisti russi che le cui presenze hanno segnalato un vero boom per agriturismo, residenze d'epoca e affittacamere, a dimostrazione di margini di crescita potenziali di questo mercato per le agili e qualificate strutture dell'area. Domanda favorevole anche da parte del turista nord-europeo, quello proveniente da Olanda e Belgio, che segnala un forte utilizzo di affittacamere, agriturismo e anche alberghi a 4 stelle. Sempre nel 2013 gli agriturismi complessivamente vedono un aumento delle presenze, grazie prevalentemente alla presenza straniera, mentre diminuiscono le presenze della componente italiana, ed ancor di più quelle dei turisti provenienti dalle regioni vicine.

1 su tre titolari agriturismo è "straniero". La quota maggiore degli agriturismi è gestita da titolari (il 62% da donne, il 28% da uomini) che sono originari della Lunigiana, quasi 2 su tre, la parte restante è invece attribuibile a persone che provengono da altre località, principalmente da Lombardia, Piemonte, ma anche dal Centro o dal Sud Italia. Per i paesi esteri alcuni proprietari provengono essenzialmente dal Nord Europa. Quasi 1 su 5 (17,8%) è laureato ma è complessivamente alto il livello di istruzione dei titolari (60% ha titolo scuola superiore).

 
 
 
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