Camera di Commercio di Massa-Carrara

Sbloccare le aree della Zona Industriale Apuane, una parte consistente oggi ancora vincolata a Sir e Sin o soggette a rischio idrogeologico, e creare le condizioni per consentire nuovi insediamenti industriali ed artigianali. Le opportunità ci sono, ora bisogna tentare di raccoglierle percorrendo la strada più giusta e rapida. La Provincia Apuana, anche per la posizione strategica del porto di Marina di Carrara connessa ad una zona retro portuale appetibile e ben servita, fa ancora molta gola agli imprenditori. Non solo lapideo, pronto ad impegnarsi ed investire su un processo di filiera serio, si guarda anche alle nuove opportunità che potrebbero nascere dal forte interesse manifestato dal settore cartario, logistico, alimentare, diportistica e dall'indotto della Nuovo Pignone. E' questa la mission del primo incontro promosso dalla Camera di Commercio di Massa Carrara: coordinare al meglio tutte le azioni, confinate all'interno di accordo di programma unitario, per trovare il percorso più celere per liberare decine e decine di metri cubi di aree, tra inutilizzate e vincolate, che potrebbero generare economie virtuose e nuova occupazione. All'incontro, il primo ed interlocutorio che si è tenuto nella sede dell'ente camerale, hanno partecipato i sindaci di Massa, Alessandro Volpi e Carrara, Angelo Zubbani, i presidenti ed i direttori delle associazioni di categoria (Cna, Confartigianato, Assindustria, Confapi), la Provincia di Massa Carrara rappresentata da Norberto Petriccioli, ed il Presidente dell'Autorità Portuale, Francesco Messineo ed il membro di giunta delegato alle tematiche della portualità, Andrea Ghirlanda. Ed è proprio il porto di Marina di Carrara l'elemento indispensabile su cui costruire un progetto di rilancio complessivo della zona industriale apuana: "Il progetto che intendiamo presentare, tutti insieme, con una voce unica alla Regione Toscana, - spiega Dino Sodini, Presidente Camera di Commercio di Massa Carrara - mira a costruire una serie di proposte ed interventi concreti, condivisi e realizzabili entro 12-24 mesi per facilitare l'insediamento di nuove imprese. Ma prima dobbiamo liberarci dai vincoli che tengono lontani potenziali investitori e non ci aiutano in questo percorso. Chi vuole investire qui ci sarebbe, oggi purtroppo non ci sono le condizioni, o se ci sono la strada è piena di buche ed insidie burocratiche".
Una delle priorità, per consentire la fruibilità del porto di Marina di Carrara, è l'intervento di dragaggio del porto: oggi il fondale - come ha ricordato Messineo - non è idoneo per esempio ad accogliere le navi transoceaniche e tutta una serie di imbarcazioni che necessitano un fondale di almeno 12 metri. Ma non solo. Il potenziamento del collegamento ferroviario con il porto, così come il progetto del Water Front rappresentano elementi importanti insieme ad una posizione più chiara rispetto al problema delle bonifiche che pesano come un macigno su ogni tentativo di investimento. Ad imprimere un'accelerazione alla necessità di trovare nuovi spazi da un lato l'interesse di potenziali investitori e l'espansione della Nuovo Pignone con commesse fino al 2018 dall'altro la concorrenza sempre più agguerrita di Piombino e Livorno che attorno al porto stanno cercando di rilanciare le rispettive aree industriali ed artigianali. "Le lancette corrono - conclude Sodini - e non ci possiamo permettere di perdere altro tempo. A questo incontro, importante per presentare una prima bozza e limare differenze ed opportunità, ne seguiranno altri. Il 2015 dovrà essere un anno decisivo e di svolta. Tutti insieme, remando nella stessa direzione, possiamo farcela".

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