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Camera di Commercio di Massa-Carrara

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La provincia di Massa Carrara raggiunge gli obiettivi di Kyoto con sette anni di anticipo: tagliate del 35% le emissioni climaterali rispetto al 2006 mentre l'obiettivo era il 20% entro il 2020. Non sarebbe stato lo stesso - va premesso - se la crisi non avesse colpito duro l'economia apuana riducendo la capacità di produzione delle imprese, tagliando la necessità di approvvigionamenti energetici, limitando i trasporti con tutto ciò che ne consegue in termini di emissioni ed inquinamento di gas serra. Lo stesso comportamento, e la stessa reazione, ha riguardato i privati cittadini e le famiglie costrette per necessità alla spending review, e quindi per contro-effetto, a favorire una riduzione dei consumi energetici. E' una relazione a doppio filo quella tra economia ed ambiente che assume nella Provincia di Massa Carrara una dimensioni ed una prospettiva completamente nuova destinata ad aprire, se bene interpretata, interessanti scenari ed opportunità economiche derivanti dalla ricerca di un equilibrio tra questi due fattori e dall'investimento in settori come la green economy, le energie rinnovabili e la raccolta differenziata. A fornire per la prima volta un quadro degli effetti della crisi sull'ambiente è l'Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa Carrara in occasione della 25° Giornata dei Medici dell'Ambiente che si è tenuta a Carrara (info su www.ms.camcom.gov.it). Alla presentazione sono intervenuti Vincenzo Tongiani (Presidente Isr), Dino Sodini (Presidente Camera di Commercio di Massa Carrara), Gioacchino Cancemi (Presidente Associazione Medici per l'Ambiente), Francesca Cordiviola (Direttore Isr) oltre ai rappresentanti dei medici.

La crisi - ed il rapporto in questo è chiarissimo - ha contribuito in maniera decisiva ad un contenimento, se non abbattimento dei principali indicatori ambientali prodotti sul territorio da imprese e famiglie ma ha anche permesso, come positivo riflesso, al territorio di "curare" alcuni delle patologie che lo avevano condizionato negli anni pre-crisi. "Persone, ambiente ed economia - spiega Vincenzo Tongiani, Presidente ISR - viaggiano su binari paralleli, e mai, come in questi anni di crisi, abbiamo avuto l'occasione per verificarlo. Il comparto ambientale è oggi una delle grandi opportunità che il territorio, e le imprese, possono sfruttare per creare un business sano e modello economici sostenibili. La strada per la sostenibilità è ancora lunga e deve iniziare ad essere una sfida ed un obiettivo per la comunità, per le singole famiglie e per le amministrazioni locali". Il rapporto evidenzia inoltre una "scarsa attenzione" ed un "deficit di atteggiamento" che si traduce in una scarsa valorizzazione delle energie pulite, limitata spinta alla raccolta differenziata, arretratezza del parco veicolare e residuale impiego delle energie rinnovabili. "Il rapporto deve costituire un primo approccio per una nuova agenda di azioni, iniziative ed investimenti sul territorio da parte di imprese ed enti pubblici che possono contribuire ad un ulteriore miglioramento dei nostri livelli ambientali; - analizza ancora Tongiani - la riduzione dei consumi energetici, la ricerca di fonti alternative ed un atteggiamento attivo nei confronti dei temi ambientali deve diventare una priorità per le imprese, e per le famiglie. Un equilibrio tra ambiente ed economica è possibile".

Un "polmone verde" grazie a boschi e agricoltura sana. La nostra provincia, per caratteristiche ambientali, è un grande polmone verde che favorisce l'assorbimento dei gas climaterali migliorando la qualità dell'aria. Formata per il 71% formato da boschi (il tasso più elevato in Toscana) non più condizionati dalla dinamica degli incendi e caratterizzato dal 90% di superficie agricola, la ricaduta principale è la grande capacità di assorbimenti si manifesta con la sottrazione di quasi 900 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente (CO2 equivalente) dal ciclo di produzione del sistema locale facendo di Massa Carrara una delle aree con la migliore propensione, addirittura doppia (10%), rispetto a popolazione e territorio.

Le famiglie, la crisi, le bollette, la benzina. La fragilità economica delle famiglie ha prodotto effetti evidenti nel loro comportamento quotidiano: i consumi energetici si sono ridotti del 3,6% nel 2012, del 2,8% nei primi mesi del 2013; se analizziamo il trend negli ultimi 8 anni è addirittura crollata del -17%, più del doppio rispetto alla media regionale. Si muovo di meno in auto per risparmiare sulla benzina (-4,8% benzina nel 2013, -2,8% gasolio) preferendo mezzi a basso impatto e consumo (+ Gpl 3,2%) e a cui va certo collegato il calo delle vendite (-0,4%), sta adattando velocemente la sua modalità di approvvigionamento energetico verso "alternative" più economiche. In calo i consumi elettrici (-1,4%) ed energetici (- 2,8%).

Agricoltura ad impazzo quasi zero. Irrisori - secondo il rapporto - i livelli di fertilizzanti chimici (appena 700 tonnellate, lo 0,15% di quelli venduti a livello regionale) e dei fitosanitari (110 chilogrammi per ettaro contro i 580 della media toscana). L'esposizione cronica a pesticidi - ha ricordato Giaocchino Cancemi, medico Presidente dell'Isde, l'associazione Medici per l'Ambiente - comporta alterazioni di svariati organi e sistemi dell'organismo umano. Tra le malattie più frequentemente associate a esposizione persistente a piccole dosi di pesticidi vanno ricordate il Parkinson, la Sla, l'Alzheimer, l'autismo, l'obesità, il diabete 2 e varie forme di cancro. Per queste ragioni ricercatori, medici, biologici, società scientifiche, associazioni ambientaliste, consumatori si devono confrontare, e possibilmente, devono concordare una strategia d'intervento comune nella convinzione che una drastica riduzione nella produzioni di tali sostanze potrebbe, nei prossimi anni, ridurre il peso drammatico di malattie croniche e degerantive che influiscono già pesantemente sul bilancio dei sistemi socio sanitari del pianeta".

Fonti rinnovabili ancora un sogno. Niente eolico, niente geotermico, idem per gli impianti a biomasse. Poco anche di fotovoltaico che ha avuto uno slancio tra il 2009 ed il 2011 rallentato dalle modifiche della formula di incentivazione. Sono circa 2.000 gli impianti, per la maggior parte di piccola dimensione, che catturano energia solare per trasformarla in energia elettrica. Le sole realtà operative indicano la produzione di poco più di 100 GWh, una quota che è pari solamente all'1,2% di quella prodotta da energie rinnovabili in Toscana e soprattutto capace di coprire non più del 9,6% del consumo elettrico provinciale, quota che per la regione e anche per l'intero territorio nazionale raggiunge il 35%. Estendendo all'intero fabbisogno energetico la copertura effettuata dalla produzione di rinnovabili, la provincia di Massa Carrara è limitata al 4,5%, provincia a minimo tasso in Toscana, propensione tre volte inferiore alla media regionale e nazionale (11%-13%). Un sistema "vecchio stampo", quello di ricorrere ai carburanti fossili, che ci obbliga alla dipendenza e all'approvvigionamento esterno stimato in oltre 750 Gwh nel 2013.

Aria da eccellenza. L'aria è pulita. Pulitissima. Le emissioni in atmosfera di gas serra scendono da 1,2 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti del 2004 a poco oltre 836mila tonnellate nel 2013, una riduzione significativa pur non supportata dalle rinnovabili che catapultano Massa Carrara nell'eccellenza regionale. Nel 2013 le emissioni a 4,2 tonnellate di CO2 pro-capite, ben al di sotto della media toscana (4,9) e italiana (5,3), hanno costituito il 35% in meno di quelle emesse nel 2006, dato ben superiore a quanto richiesto dal Protocollo di Kyoto, il -20% nello stesso periodo. Un grande contributo a questo risultato storico è sicuramente riconducibile anche alle scelte fatte dal territorio per l'abbattimento dei gas inquinamenti e di polveri sottili.

Polveri sottili e Strada dei Marmi. L'aria nelle zone di passaggio dei camion dal monte al piano non è più un'emergenza per la comunità. Merito della Strada dei Marmi aperta nel 2012 e delle precedenti azioni di tutela. Lo mette nero su bianco l'indagine. I controlli ARPAT dell'inquinamento atmosferico misurato dalle centraline per la qualità dell'aria rileva cali significativi sia nelle medie annue dei principali gas nocivi in esame, sia nel numero dei superamenti dei limiti. Le postazioni fisse, rimaste solo 2 operative (Via Galvani a Massa e Via Colombarotto a Carrara), hanno rilevato nel 2012 solo 3 superamenti del livello di soglia del PM10 (ne sono concessi 35 in un anno dalla normativa) e una concentrazione media di 24 ngr. con il limite previsto a 40. In diminuzione anche gli ossidi d'azoto e nessun giorno di superamento del limite.

Rifiuti in caduta libera. Nel 2012 la produzione dei rifiuti prosegue la discesa dal massimo di produzione registrato nel 2008, consolidando la tendenza degli anni precedenti; sono 118 mila le tonnellate di materiale prodotto, 82 delle quali ancora di rifiuti indifferenziati. La tendenza in contrazione, fin dal 1998, è in linea con la media toscana come più non si potrebbe. L'aumento degli indifferenziati, soprattutto tra 2006 e 2009, ha funzionato come "stabilizzatore fisiologico" di una grandezza che invece doveva prevedere l'apporto di tutti, istituzioni e cittadini, per una veloce e costante riduzione. Massa e Podenzana sono le città che presentano il massimo aumento di produzione di rifiuti nel lungo periodo, dovuto anche alla pressione dei turisti.

Raccolta differenziata al 30%. Crescono i rifiuti differenziati negli ultimi 15 anni. Un segnale non certo di sensibilità da parte del territorio che si traduce con un poco incoraggiante tasso di raccolta differenziata che supera di poco il 30%. Solo due comuni superano le soglie normative del 65%. Massa è il capoluogo a minimo tasso in regione. Carrara è al 40%. Da notare il calo nell'organico che dovrebbe costituire la prima necessità di raccolta e smaltimento. Male anche la plastica mentre solo poco migliore la situazione per il vetro. Buono invece l'apporto per la carta. Dal ciclo di trattamento e smaltimento si delinea una buona capacità gestionale degli impianti di gestione della selezione e del compostaggio ma una quota rilevante di rifiuti finisce ancora in discarica, non collocata sul territorio provinciale, mentre inesistente quella dei rifiuti termovalorizzati.

Acqua, a Massa costa meno. Per la prima volta sono disponibili anche alcune informazioni sulla fornitura idrica. I consumi di acqua idropotabile sono di circa 65,9 metri cubi pro capite l'anno, diversificato tra Massa (quasi 76), Carrara (67) e l'area interna che dimostra un impatto più contenuto della richiesta a 54 metri cubi annui per persona. Ogni cittadino consuma circa 180,6 litri al giorno. Non disponibile il dato dell'acqua erogata, dal quale avremmo potuto desumere il tasso delle perdite dalla rete di distribuzione, come differenza con i volumi di acqua consumata, tasso che in Toscana si colloca stabilmente oltre il 30% nel tempo e per tutte le province; l'Osservatorio di Cittadinanzattiva indica che per Massa la dispersione nella rete incide per il 36% nel 2007 e per il 37% nel 2011, dati in linea con quelli evidenziati da Istat relativamente al 2008 e con la media nazionale al 33%. Se questo dato fosse replicabile sul territorio della provincia, risulterebbe che per ogni 181 litri al giorno consumati da ognuno dei cittadini di Massa Carrara, sarebbero persi nei meandri dei disservizi e della vetustà della rete stessa, altri 91 litri per persona. Si tratta solo di uno scenario, non disponendo di dati, ma appare esemplificativo di quanto il problema dell'acqua abbia superato i livelli di guardia e necessiti di acquisizione di consapevolezza sulla funzionalità del sistema e interventi immediati e adeguati. Dallo stesso Rapporto sull'Acqua si desume come l'acqua più cara nell'intero territorio nazionale sia proprio in Toscana, con 498 euro a famiglia nel 2013 rispetto ai 333 della media nazionale. E' nelle città capoluogo che l'acqua costa di più ma Massa vanta in questa classifica la tariffa più bassa della regione, 377 euro, pur in aumento del 9,6% rispetto al 2012, l'aumento più alto insieme a Carrara (9,7%).

Acque superficiali e sotterrane, rimandato il Carrione Monte. i controlli di conformità Arpat sugli impianti di depurazione dei reflui urbani hanno registrato 14 irregolarità nel 2011 e 32 nel 2012 (contenute anche irregolarità amministrative). Questi campanelli di allarme per l'operatività a regime degli impianti non hanno cause che risiedono nella valutazione dello Stato Ecologico e Chimico dei corsi d'acqua superficiali; la stragrande maggioranza dei corpi idrici le cui acque sono destinate alla produzione di acqua potabile, risulta in categoria A3 o superiore, quelli cioè con qualità dell'acqua utilizzabile senza deroghe. Lo stato ecologico complessivo che possiamo ricavare dal triennio di 2010-2012 dai corpi idrici provinciali ha raggiunto lo stato di qualità che la normativa ha fissato come buono, con qualche difficoltà rilevata solo nel Carrione Monte. Problemi superiori anche per lo stato chimico che indica come la maggioranza dei corpi idrici in provincia si trovi in uno stato di qualità "non buono". Il mercurio è l'elemento responsabile dei superamenti di soglia, seguiti dal tributilstagno (TBT).

Balneazione tra eccellenza e divieti. 15,7 km su 16,1 di costa considerati eccellenti. Lo sforamento delle concentrazioni di mercurio e TBT sono in parte riconducibili all'inquinamento antropico e alla particolare conformazione geochimica della costa e sono tutte, nei tre anni in esame, entro i limiti normativi, solo una piccola sezione di costa, in corrispondenza delle Foci di Parmignola, Frigido, Brugiano e Fossa Maestra è sottoposta a divieto di balneazione per motivi igienico sanitari.

Inquinamento acustico no problem. Non è un problema l'inquinamento acustico. Le centraline non segnalano criticità evidenti da traffico veicolare diurno e notturno. I controlli effettuati nelle due sedi più critiche all'intersezione dei due snodi autostradali della provincia, entrambe le centraline sono nel comune di Podenzana (Loc. Boschetto e Mantalini), indicano valori pari a 63 e 57 dba rispettivamente per il periodo diurno e quello notturno, entro i limiti previsti dalla normativa.

Bonifiche, questione aperta. Il Sin (Sito Interesse Nazionale) continua ad essere un handicap per lo sviluppo economico del territorio, una zavorra per le imprese ed un freno agli investimenti. Massa Carrara vede l'esistenza di 335 siti codificati che hanno un iter procedurale con la bonifica certificata, dei quali 241 ancora aperti (il 15% dei 1.579 registrati in regione, una quota molto elevata) e tutte le problematiche connesse con l'area SIN denominata "Massa e Carrara", dopo un decennio dall'apertura, ancora da risolvere. L'area interessata da contaminazioni gravi è grande circa 1.600 ettari. Il passaggio da Sin a Sir di una parte dell'area interessata dovrebbe garantire - questo è l'auspicio - velocizzazione e semplificazione delle procedure di bonifica.

 
 
 
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